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DAL 21 AL 23 NOVEMBRE UNA “PIZZA PER L’ITALIA” INSIEME A CORRADO ASSENZA

60 PIZZAIOLI DA TUTTA LA PENISOLA PER TRE GIORNI A PIZZA UP®

E CON IL PIZZAIOLO-CHEF L’ALTA QUALITÀ ARRIVA IN PIZZERIA

60 pizzaioli, 5 squadre, 1 esperta di tecnologia degli impasti, 1 medico nutrizionista, 1 esperta in tecniche di macinazione a pietra, 1 creativo nel packaging e nella grafica, 1 esperto in comunicazione, 1 esperto di marketing, 1 chef e 5 giornalisti: questi i numeri della V edizione di PizzaUp®, il simposio tecnico sulla pizza italiana che Università della Pizza® organizza ogni anno per dare risposta ai perché del pizzaiolo. L’edizione 2011 sarà il traguardo delle precedenti 4 edizioni e dopo 5 anni di lavoro rappresenterà il momento  di ingresso dei pizzaioli presenti pizzaiolo nel mondo dello chef.

Per la prima volta infatti tutte queste figure professionali si riuniranno contemporaneamente con l’unico scopo di parlare del prodotto pizza, per confrontarsi su tecniche di lavorazione e materie prime, novità e tendenze legate al settore: segno che i tempi stanno cambiando, che il consumatore è più attendo a ciò che mangia e che il pizzaiolo può e deve essere in grado di proporre la differenza al gusto, alla vista, al palato.

Il concetto è semplice: l’alta qualità arriva in pizzeria, e la pizza può diventare il nuovo simbolo sociale di un’Italia unita che, ancora una volta, afferma la sua identità a partire dalla tavola.

Il motivo conduttore del simposio infatti, organizzato in collaborazione con il Molino Quaglia, è “Una Pizza per l’Italia” intesa come nuovo strumento per realizzare una visione del futuro delle pizzerie artigiane di famiglia con un ritorno all’insegna dei gusti “integrali”del passato in una chiave attuale che privilegia stili di vita orientati al benessere della persona.

La “Pizza per l’Italia” sarà la premessa per illustrare una tecnica innovativa di gestione della pizzeria moderna, che affianca al classico modello di consumo individuale della pizza un’offerta di un percorso gastronomico che usa la base della pizza come veicolo di una degustazione in grado di portare in tavola un ampio ventaglio di ingredienti (verdure e ortaggi freschi e di stagione, latticini, pesce, carne…), in abbinamento a birre e vini di qualità, rappresentando di fatto un’alternativa di buon rapporto qualità/prezzo rispetto al ristorante.

Ma la “Pizza per l’Italia” vuole anche essere un messaggio sulla necessità di presentarci, soprattutto all’estero, con un prodotto pizza che trae la sua forza dalla diversità delle tradizioni locali amalgamate da una filosofia comune di ricerca dell’alta qualità alimentare fatta di profumi, sapori e valori nutrizionali adatti ad uno stile di vita che privilegia il benessere della persona. Come dire che, pur esistendo differenti tipi di impasti, tecniche di lievitazione e ricette di farcitura, la “pizza italiana” è quella che accomuna gusto e salute in un prodotto che oggi più di ieri rappresenta una porta di ingresso alla buona cucina alla portata di tutti.

E proprio in quest’ottica nei tre giorni del Simposio ciascuna squadra, capitanata da un noto giornalista che poi prenderà parte ad un talk show previsto per la giornata finale, dovrà lavorare su un tipo di impasto che rappresenta una tipologia diffusa della pizza italiana preparandone due varianti: pizza alla pala (Eleonora Cozzella); pizza stesa (Renato Malaman); pizza al padellino (Paolo Marchi); pizza in teglia (Paolo Massobrio); pizza della tradizione campana (Luciano Pignataro). Il gruppo dei simposisti provenienti da tutta Italia sarà guidato da un comitato tecnico-scientifico di cui farà parte anche Corrado Assenza del Caffè Sicilia di Noto (Sr). Agronomo, pasticciere e cuoco insieme, per cultura, talento e profonda competenza, è il punto di riferimento indiscusso dei più grandi chef italiani ai quali trasferisce conoscenze e idee di grande successo: a lui il compito della messa a punto di 10 ricette inedite di farcitura delle diverse pizze.

La “Pizza per l’Italia” rappresenta un messaggio di unità che trae forza dalla diversità, perché tradizioni differenti possono diventare un sistema di valore se sono accomunate dagli stessi principi di qualità. Una dimostrazione che la pizza può aprire le porte della buona cucina italiana ad ampie fasce di consumatori.

L’appuntamento è dal 21 al 23 novembre nella sede di Università della Pizza® a Vighizzolo d’Este (Pd). Per maggiori informazioni http://www.pizzaup.it

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